Sulle tracce del Lupo

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Come non dedicare a questo splendido animale un piccolo racconto nel mio sito?

Il Lupo è sempre stato l’animale che più mi ha affascinato e che più ho ricercato dal punto di vista fotografico. Sin dai miei primi scatti, qualche anno fa, l’obiettivo principale era sempre lui, uno dei più elusivi abitanti dei boschi. Per osservare il mio primo lupo appenninico in libertà ci sono voluti ben due anni, ma dopo aver osservato quegli occhi magnetici non ho più potuto farne a meno. Da quei giorni ho cominciato a studiarne le abitudini e la biologia, così da ottimizzare le possibilità di avvistamento. Durante questo anno ho avuto diversi incontri, ho incrociato quegli occhi gialli quasi 100 volte. Nonostante questi numeri la maggior parte degli incontri non sono appaganti dal punto di vista fotografico, spesso durano una frazione di secondo o sono a distanze abissali, ma qualche volta capita anche di osservarli a lungo e da distanze molto ravvicinate. Una di queste occasioni è stata proprio lo scorso mese, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Ero nel Parco da qualche giorno con un mio caro amico e abbiamo deciso di provare a fare qualcosa di diverso. Il Lupo ovviamente era il nostro obiettivo, ma come da sempre sognavamo, avremmo voluto fotografarlo nel suo regno, all’interno della faggeta. Usando delle fototrappole, abbiamo trovato un punto di passaggio dei lupi dove c’era modo di appostarsi con vento favorevole. Abbiamo deciso di sistemarci sotto due piccoli faggi che svettavano dietro a qualche roccia. Utilizzando queste per coprire le nostre silhouette abbiamo poi costruito un piccolo capanno, con reti e teli mimetici.

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Da quel momento abbiamo passato mediamente 10 ore al giorno, alba e tramonto, accucciati sotto quei faggi. Ogni notte la sveglia suonava alle 3.30, vestizione veloce e subito cominciava la camminata nel bosco, al buio, senza torce, per arrecare meno disturbo possibile. Arrivati nel nostro piccolo capanno sistemavamo le nostre attrezzature sui cavalletti (lasciati sempre sul posto per minimizzare i rumori) e attendevamo. Molti appostamenti non ci hanno riservato grandi sorprese, vedevamo solo qualche volpe e qualche mucca di passaggio, ma dopo qualche giorno finalmente, increduli, vediamo un’ ombra sfrecciare nel bosco. Nel silenzio assoluto, alla nostra destra, una sagoma inconfondibile. Uscito a circa 20 metri guarda verso di noi, noi immobili, senza scattare per non farci sentire. Dopo poco si gira e si guarda attorno, e in quel momento puntiamo e iniziamo a inquadrare. Il Lupo, in ottima posizione, sembra quasi collaborare con noi. Per qualche secondo resta fermo consentendoci di scattare qualche foto, poi continua la sua camminata e scompare nella faggeta buia…

 

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Altri articoli:

Aspettando il bramito              L'arte della mimetizzazione

 


 

 

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